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Giornata della Memoria

27 GENNAIO

Una lezione sulla Giornata della Memoria

Il suo significato e il contesto storico della Shoah. Chi sono i Giusti tra le Nazioni e il Santo di Auschwitz. Le esperienze dei bambini. Visite virtuali. In volo sul Campo di Auschwitz. Clicca su START PREZI.

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Cos'è la Giornata della Memoria.

E' una RICORRENZA INTERNAZIONALE che viene celebrata il 27 GENNAIO, il giorno in cui vennero aperti i cancelli del LAGER  Di AUSCHWITZ, una cittadina polacca,  scoprendo gli orrori della vita nei Campi di Concentramento. E' stata voluta dalle Nazioni Unite e decretata il 1 Novembre del 2005, nell'anno in cui si celebrava il 60° Anniversario della fine della SHOAH.

Con Shoah (termine ebraico che significa "catastrofe" "distruzione")si vuole indicare la metodica eliminazione del Popolo Ebraico e di tutti gli oppositori della mentalità nazista dapprima con atti legislativi che ne limitavano la libertà, poi con violenze fisiche  e psicologiche, fino all'uccisione. La Shoà viene anche indicata con OLOCAUSTO (dal greco "bruciare interamente"). Il termine viene esteso anche ad altri gruppi etnici e religiosi ritenuti "indesiderabili",  per i quali era stato meditato il graduale e totale annientamento: i popoli delle regioni orientali europee (gli slavi), i prigionieri di guerra, i Rom e gli Scinti, i Testimoni di Geova e i Pentecostali, gli omosessuali e i portatori di handicap fisici e mentali.

L'apertura dei cancelli del campo di Auschwitz e le successive testimonianze dei sopravvisuti hanno fanno conoscere, per la prima volta, gli orrori dei lager. Attraverso il ricordo di quei fatti e l'istituzione della Giornata della Memoria si vogliono informare  e sensibilizzare le nuove generazioni su ciò che gli uomini possono perpetuare nei confronti dei propri simili, affinchè certe violenze non siano più dimenticate e di conseguenza più ripetute.

Il Nazismo e le leggi razziali

Tra il 1933 e il 1939 il Partito Nazista inasprì le sue posizioni per il trattamento delle minoranze in Germania. Riguardavano gli ebrei,  gli zingari, tutti i portatori di handicap mentali o fisici e le altre minoranze. In particolare  i nazisti accusavano gli ebrei di tutti i problemi della Germania: povertà, disoccupazione e sconfitta nella Prima Guerra Mondiale.  Nel  1933, medici, negozianti ed avvocati di origine ebraica subirono il primo boicottaggio, poi toccò al pubblico impiego. Da allora gli ebrei dovettero lavorare in posizioni umili e sottoposte a persone non ebree. Poi vennero allontanati anche  dall'esercito ed iniziarono ad apparire nei negozi e nei ristoranti tedeschi i famigerati cartelli "vietato l'ingresso agli ebrei".

Il 15 settembre 1935 vennero promulgate LE LEGGI DI NORIMBERGA.  Le leggi di Norimberga si basavano su una concezione pseudo-scientifica di "razza superiore" ed avevano lo scopo di ripristinare la "pura razza ariana", per cui occorreva necessariamente attuare una "igiene razziale". Nonostante le leggi naziste fossero principalmente dirette contro gli ebrei, altre etnie "non-ariane" furono colpite. Gli ebrei furono costretti ad aggiungere "Israel" (se maschi) o "Sarah" (se donne) al loro nome e una grande "J" (che stava per Juden, ossia Giudeo) venne timbrata sui loro passaporti. I bambini ebrei vennero esclusi dalle scuole pubbliche. Tutte le loro imprese fallirono e vennero cedute al Governo Nazista.  

Durante quella che venne chiamata Notte dei Cristalli, molte squadre di SS compirono raid contro i negozi ebrei distruggendone le vetrate ed incendiarono numerose sinagoghe. Nell'evento persero la vita circa 100 ebrei ed altri 20.000 vennero deportati verso i Campi di Concentramento che erano stati creati di proposito. Molti cittadini tedeschi inorridirono nello scoprire la reale portata dei danni ed Hitler, temendo per la propria reputazione, diede ordine che ne fosse addossata la responsabilità agli stessi ebrei. Essi furono obbligati ad un risarcimento collettivo di un miliardo: la somma venne raccolta con la confisca del 20% della proprietà di ogni ebreo.

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Monaco 10 marzo 1933, un avvocato ebreo costretto a marciare per strada a piedi scalzi, la testa rasata, senza pantaloni portando un cartello con la scritta: "Non mi lamenterò più con la polizia".

In Italia

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L' atto pubblico con cui si espresse la politica razziale e antisemita in Italia fu la pubblicazione  del “Manifesto della razza” del 1938 , nel periodo del Regime Fascista. Al punto 9 si asseriva che “gli ebrei non sono di razza italiana”. Sebbene la politica contro gli ebrei sia stata molto più attenuata rispetto alla Germania, seguirono leggi volte ad escludere progressivamente gli ebrei dalla vita sociale del paese, a cominciare dall’espulsione degli insegnanti e degli alunni dalle scuole di ogni ordine e grado, fino al divieto dei matrimoni misti.  Nonostante la promulgazione delle Leggi Razziali, non si è mai saputo di atti violenti di cittadini italiani contro gli ebrei. Le leggi provocarono sdegno e disappunto perchè giunsero inaspettate in un paese sempre accogliente delle minoranze, tuttavia, ad esse nessuno si ribellò. Nel '43 venne eseguito il rastrellamento del Ghetto di Roma e venne ordinato l'internamento di tutti gli ebrei d'Italia, in tutto 44.000.

Vuoi sapere come era fatto l'antico GHETTO DI ROMA? Una ricostruzione presente al Museo Ebraico del Tempio di Roma, frutto di una ricerca incrociata su documenti dell'epoca.

UNO SGUARDO AL PERIODO STORICO.

1) La Seconda Guerra Mondiale e i suoi protagonisti.

2) Un simpatico Max Pezzali ci fa capire la Seconda Guerra Mondiale.

3) Una triste mappa.

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4) "NINNA NANNA DE LA GUERRA" la poesia di Trilussa in dialetto romanesco, letta da Gigi Proietti.

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5) Poesia: "ASSENZA FATALE" di M. Spyrym.

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Visite virtuali

1) Una visita virtuale al campo di Auschwitz. Clicca sulla foto,  aperta la nuova pagina, clicca sulla foto della parte che vuoi visitare. La visita, inoltre,  presenta una mappa interattiva del lager con la possibilità di visitare i suoi ambienti e una galleria di immagini dell'epoca.

AUSHWITZ - BIRKENAU 360°

2) Un DRONE vola sul campo di Concentramento di Auschwitz. 

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Chi sono i "Giusti tra le Nazioni"

Sono persone che, a rischio della propria vita, salvarono degli ebrei dallo sterminio. A loro è dedicato il Giardino dei Giusti accanto al Memoriale di Gerusalemme. A tutt'oggi sono stati riconosciuti 24.000 Giusti. Un intero giardino è dedicato a tutti i cittadini di Le Chambon sur Lignon, il paese francese che si prodigò in massa a nascondere molti ebrei.

Nel Giardino dei Giusti si contano 610 Giusti di cittadinanza italiana. Tra cui:

Un'insegnante: la signora  Maria Amendola

Molti preti cattolici e pastori protestanti

Il dottor Carlo Angela, padre di Piero Angela e nonno di Alberto che nascose nella sua clinica molti ebrei e antifascisti facendoli passare per malati.

Giorgio Perlasca, commerciante che salvò a Budapest molti ebrei spacciandosi per un diplomatico spagnolo.

Gino Bartali, famoso ciclista che trasportò clandestinamente nella sua bicicletta falsi documenti da consegnare ad ebrei e che nascose, per tutto il tempo dell'occupazione nazista, una famiglia ebrea nella sua cantina.

E tanta altra gente comune: assicuratori, sindaci, questori... Ricordiamo ancora Giovanni Palatucci un questore imprigionato e deportato al Campo di Dachau per aver nascosto e salvato 5000 ebrei. E' considerato dalla Chiesa Cattolica un Servo di Dio.

  

DAL FILM: "PERLASCA, UN EROE ITALIANO".

La scena finale del film: "Perlasca, un eroe italiano" e le immagini dello STESSO PERLASCA che lascia il suo testamento spirituale in un'intervista alla TV.

" Vorrei che i giovani si interessassero alla mia storia 

unicamente per pensare, oltre a quello che è successo, 

a quello che potrebbe succedere

e sapere opporsi a violenze del genere"

 (Giorgio Perlasca, imprenditore italiano- Eletto "Giusto tra le Nazioni") 

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Il Santo di Auschwitz

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE

Il frate francescano fondatore della "Milizia dell'Immacolata" e della "Città dell'immacolata" fu fondatore e direttore della più grande opera editoriale cattolica: "Il Cavaliere dell'Immacolata". La sua fiorente città, paladina della libertà di stampa, che raccoglieva più 800 frati, fu bombardata. Anche le bombe non fermarono la sua opera. La trasformò in ospedale ed asilo per profughi, soprattutto ebrei. Deportato ad Auschwitz prese il posto di un padre di famiglia destinato con altri nove al bunker della fame. Dopo aver assistito e confortato i suoi compagni di cella, morì il 14 agosto del '41 con il nome di Maria sulle labbra: "L'odio non serve a nulla...solo l'amore crea!"  La notizia del suo sacrificio  si diffuse subito e il cammino verso la Santità fu naturale. Alla proclamazione della sua Santità, in Piazza San Pietro era presente anche Francesco Gajowniczek, l'uomo che si salvò per la sua eroica scelta.

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La Shoah e i bambini

ANNA FRANK

Anneliese Marie Frank, chiamata da tutti Anna, nacque a Francoforte  (Germania) il 12 giugno 1929. Il padre Otto Frank, proveniva da una famiglia molto agiata e perciò Anna e sua sorella Margot ebbero un'educazione di prim'ordine. Purtroppo, gran parte del patrimonio familiare andò perduto a causa dell'inflazione durante la Prima Guerra Mondiale, in cui Otto Frank combatté valorosamente.

In seguito alle leggi razziali emanate da Hitler, nel 1933 la famiglia Frank si trasferì ad Amsterdam. Qui, il padre di Anna trovò lavoro come dirigente in un'importante azienda grazie al cognato. Anna è una ragazza vivace, arguta ed estroversa.

La situazione comincia a precipitare già a partire dal maggio del 1940. I nazisti invadono l'Olanda e per gli ebrei iniziarono le prime persecuzioni. Sono costretti a cucire sugli abiti la stella giudaica, ad abitare in ghetti e ad essere privati di tutti i mezzi e i  beni. Otto si mise a  cercare un posto sicuro dove rifugiarsi poiché numerose famiglie ebree, con il pretesto di essere spedite nei campi di lavoro in Germania, sparivano nel nulla.

Dal 5 luglio 1942  la sua famiglia visse reclusa nell'alloggio segreto, un appartamento sopra gli uffici di una ditta, il cui ingresso era nascosto da uno scaffale girevole, senza mai vedere la luce del giorno per via dell'oscuramento alle finestre e senza muoversi fino alla chiusura della fabbrica per il timore di essere sentiti dagli operai che, di mattina, vi lavoravano. Dopo due anni di clandestinità, il 4 agosto del 1944 la Gestapo scoprì il nascondiglio e arrestò tutti i suoi abitanti, che furono deportati nei campi di concentramento. Anna e la sorella Margot finirono a Bergen-Belsen, dove morirono di tifo nel marzo del 1945, tre settimane prima dell’arrivo delle truppe di Liberazione Alleate. 

L'unico sopravvissuto fu Otto che, appena liberato, tornò in Olanda, dove apprese la morte di tutta la famiglia.

 

LA BREVE VITA DI ANNA FRANK 

IL DIARIO DI ANNA FRANK

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Gli amici di famiglia che avevano aiutato la famiglia Frank a nascondersi riuscirono a salvare gli appunti scritti da Anna all'interno dell'alloggio segreto, consegnandoli al padre  una volta liberato dal Campo di Concentramento. La pubblicazione avvenne ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale "Het Achterhuis" ("Il retrocasa"). L'edizione a stampa tenne conto sia degli scritti originali, sia di successive rielaborazioni che Anna stessa stava facendo, auspicando una futura pubblicazione del suo diario.

Dopo una prima fredda accoglienza, il Diario iniziò a suscitare interesse mano mano che venivano scoperti gli orrori della Shoah. Oggi è pubblicato in 40 paesi e viene considerato un'importante testimonianza delle violenze dei nazisti verso gli ebrei. Anna racconta quotidianamente la vita della sua reclusione, le sue paure, i suoi stati d'animo, i suoi sogni che continuava a coltivare nonostanze le sofferenze.

Il libro è stato oggetto di films e opere teatrali.

Nel 2009, L'Unesco ha introdotto il "Diario di Anna Frank" nell' ELENCO DELLE MEMORIE DEL MONDO.

Lettura di alcune pagine da "IL DIARIO DI ANNA FRANK".

Una raccolta di frasi da "Il DIARIO DI ANNA FRANK".

VISITA LA CASA RIFUGIO DI ANNA FRANK

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Direttamente dal SITO DELLA CASA DI ANNA FRANK proposte didattiche, documenti dell'epoca e visite virtuali. Clicca sull'immagine.

IL MONUMENTO INTERATTIVO: L'ALBERO DI ANNA FRANK.

Clicca sull'immagine e aggiungi la tua foglia all'albero di castagno di Anna. Gli alunni delle classi V dell'anno scolastico 2014-15 hanno posto la loro foglia.

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THOMAS GEVE

Thomas Geve è, oggi, un ingegnere  britannico. Il padre, medico, era riuscito a fuggire in Inghilterra cercando di farsi raggiungere dai familiari, ma non ci riuscì. Thomas fu deportato ad Auschwitz a soli tredici anni assieme alla madre. Riuscì a sopravvivere facendo il muratore. Quando il campo venne liberato dall'esercito alleato dovette restare ancora qualche tempo nel lager per rimettersi in forze. Allora chiese delle matite e disegnò le situazioni che aveva vissuto nel lager sul retro dei formulari usati dalle SS nel tentativo di raccontare al padre ciò che aveva vissuto. Dopo la guerra si trasferì a Londra e successivamente in Israele dove intraprese la carriera di ingegnere civile. Dal 1985 i suoi 79 disegni sono conservati allo Yad Vashem, il Memoriale  delle vittime ebree dell'Olocausto e le copie vengono mostrate in tutto il mondo.

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Siti e link utili

1) LE POESIE DEI BAMBINI DEL CAMPO DI TERENZIN

Dal sito Comunità Ebraiche Italiane

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2) I DISEGNI DEI BAMBINI E LA VISITA DEL CAMPO DI TERENZIN.

Dal sito Veglienews

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3) CARO NONNO, TI SCRIVO: Un sito dedicato alla Shoah.

4) IL VOLO DI SARA, uno dei più celebri testi sulla Schoà, raccontato in un video.

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5) Il video realizzato dagli alunni del Liceo Artistico "Ciardo Pellegrino" di Lecce : un fumetto sul  CANTO di Paolo Capodacqua "I nidi degli uccelli".

6) IL SALMO 23

Il Salmo che i bambini ebrei deportati cantavano con le loro insegnanti. Il Salmo viene tradizionalmente cantato durante lo Shabbat (il Sabato). È conosciuto con il titolo "GAM GAM".

"Anche se camminassi in una valle oscura 

non temerei alcun male, perchè Tu sei con me.

Tu sei il mio bastone, il mio supporto,

con Te io mi sento tranquillo"

(Sal 23,4-5)

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La religione ebraica

Lezioni ed attività per approfondire LA RELIGIONE DEGLI EBREI. Clicca sul titolo rosso.

"E’ superfluo ricordare quanto LA SCUOLA E L'UNIVERSITA' siano chiamate a educare al dialogo, al confronto sereno, per aiutare a riflettere motivatamente sui gravi problemi in discussione a livello internazionale. Soprattutto occorrerà educare a gesti, pensieri e parole di perdono, di comprensione e di pace, usando tolleranza zero per ogni azione che esprima sentimenti di xenofobia, di antisemitismo, di minor rispetto di qualunque sentimento e tradizione religiosa. Per questo sarà importante conoscere le altre religioni, scrutando di ciascuna la storia, la letteratura e la ricchezza spirituale". 

(Cardinale Carlo M. Martini)

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La Shoah nella memoria artistica.

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YAD  VASHEM: I NOMI DEI BAMBINI IN UN CIELO STELLATO.

Lo Yad Vashem (un memoriale e un nome) è immerso in un bosco di sei milioni di alberi, quante sono state le vittime di questa atrocità, uno per persona. La Sala della Memoria, con i nomi di tutti i Lager. Il commovente Memoriale dei Bambini: nessuna foto, nessun oggetto, nessun filmato. Nel Memoriale dei Bambini si ascolta. E' un corridoio buio, lungo il quale scintillano una moltitudine di candeline  collocate ad altezza diversa a formare un bel cielo stellato. In sottofondo, voci registrate elencano ad uno ad uno i nomi delle piccole vittime, in tutto un milione e mezzo. 

Una serie di PROPOSTE DIDATTICHE E PROGETTI DAL SITO DELLO "YAD VASHEM" DI GERUSALEMME. Clicca sull'immagine.

Clicca sull'immagine.

GLI 80.000 NOMI SUI MURI DELLA SINAGOGA DI PRAGA.

La Sinagoga Pinkas è oggi è un vero e proprio memoriale dedicato alle vittime del Nazismo. Le sue pareti sono ricoperte dai nomi delle vittime. Al piano inferiore i nomi degli abitanti di Praga e al piano superiore quelli dell’intera Boemia, in ordine alfabetico. Sono 80.000 All’interno della Sinagoga sono esposti i disegni dei bambini che sono stati rinchiusi nel Campo di Concentramento di Terezín. Una visione sincera che ci fa palpare tutto il dolore e la realtà che osservavano i bambini ogni giorno.

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L'ALBERO DELLA VITA DELLA SINAGOGA DI BUDAPEST.

L’Albero della Vita è un monumento che si trova all’interno della struttura che accoglie anche la Sinagoga. E' stato voluto dall'attore Tony Curtis, che ha origini ungheresi e genitori ebrei ungheresi. Si tratta di una scultura di metallo che raffigura un grande salice piangente. Qui sono raccolti 4500 nomi, scritti su ogni foglia dell'albero.

SCARPE SULLA RIVA DEL DANUBIO a BUDAPEST

Sulla riva del Danubio le " Scarpe sulla Passeggiata del Danubio"“. Una riproduzione di 60 paia di scarpe di ghisa commissionate dal regista Can Togay per ricordare la morte assurda di un gruppo di Ebrei, donne, uomini e bambini costretti a togliersi le scarpe prima di essere fucilati e di cadere nel fiume, durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

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IL MONUMENTO ALLE VITTIME DELL'OLOCAUSTO DI BERLINO

 Impressionante nella sua grigia sobrietà. Ospita anche un Centro Informazione sotterraneo dove è raccolta un' accurata documentazione riguardante persone e famiglie vittime dell’Olocausto e tutti i dati che permettono di comprendere meglio la vastità del genocidio, non solo in Germania ma in tutta Europa. Il monumento è stato terminato nel 2005. Sono 2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo che formano un labirinto, di altezza diversa, sistemati a griglia in modo da sembrare sepolture. Il monumento è aperto giorno e notte e i visitatori possono camminare liberamente al suo interno. Il campo permette al visitatore una graduale introduzione verso blocchi sempre più alti che ispirano ad una riflessione e richiamano al senso di tristezza e di isolamento a cui erano costretti gli ebrei nel lager.

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LE PIETRE DI INCIAMPO. Sono pietre da rivestimento stradale ricoperte di ottone che si trovano fuori le case dove hanno abitato le vittime del Nazismo. Vi sono incisi il nome, la data della deportazione e della morte. Il progetto prevede la loro installazione nelle più grandi città del mondo. In Europa ne sono state già installate più di 25.000. A Roma circa 80.
 

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LA PIAZZA DELLE SEDIE DI CRACOVIA

La selezione degli ebrei da deportare avveniva nella Piazza degli Eroi del ghetto, detta anche Piazza delle Sedie.  La piazza è infatti arredata con sedie in legno per ricordare un episodio accaduto in occasione dello sterminio del 1943. Le maestre della scuola del ghetto, per non creare allarme e scompiglio tra i loro piccoli alunni, fecero portare le sedie nella piazza, spiegando loro che quel giorno la lezione si sarebbe tenuta all’aperto. In piazza, però, gli alunni andarono incontro al loro destino di morte. 

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LA CROCIFISSIONE BIANCA di Chagall (1887- 1985). Ebreo ortodosso di origine levita, affronta spesso nelle sue opere il rapporto tra Ebraismo e Cristianesimo. E' il dipinto preferito da Papa Francesco.

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"Mai l'universo aveva visto qualcosa di così spaventoso"

(Vasilji Grossman- giornalista e scrittore russo)

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